Regia: Daniele Segre
Paese:
Italia
Anno:
2000/2001 – Dv Cam
Durata: 60′
Soggetto, suono, montaggio, regia
: Daniele Segre
Fotografia e riprese: Franco Robust
Produzione e distribuzione: I Cammelli S.a.s.

SINOSSI
Il film Asuba de su serbatoiu (sul serbatoio), girato nel luglio 2000, è la storia della Nuova SCAINI di Villacidro, fabbrica di batterie, di proprietà AGIP Petroli al 20%, che ha combattuto per più di tre anni una battaglia drammatica per garantire il futuro ai 152 operai rimasti e alle loro famiglie; operai che nell’ultimo anno non hanno percepito stipendio se non attraverso rate mensili della propria liquidazione per poter sopravvivere. Da questa situazione è nata l’ennesima estrema protesta che ha portato alcuni lavoratori a occupare i serbatoi di gas propano rivendicando in modo drammatico il posto di lavoro. Quello di Villacidro (CA), dove è ambientato il film, è un caso clamoroso: da migliaia di addetti in tutto il territorio (c.a.5000) si è arrivati alle poche centinaia di adesso (c. a. 600). Per il posto di lavoro gli operai sono costretti a salire sui silos, su bombole di gas pericolosi, a incatenarsi, a fare veglie a Roma. Si tratta di persone non più giovanissime (45/50 anni) che non sono più in grado di riciclarsi nel mondo del lavoro. Come per i film Crotone Italia (1993) e Dinamite (1994), Daniele Segre ha deciso di partire immediatamente per Villacidro per raccontare una storia di “emergenza sociale” lasciata nell’invisibilità dai mass-media nazionali; il film va oltre il pur importante e drammatico fatto di cronaca per raccontare la storia di una “urgenza” che riguarda tutti e che, come una scossa elettrica, attraversa l’intero territorio nazionale. Il 26 settembre 2000 i 152 operai della Nuova SCAINI di Villacidro sono stati licenziati.

Note di regia
“Immagini di un servizio del telegiornale mi hanno nuovamente fatto partire per raccontare lavoratori in lotta per il posto di lavoro; di nuovo in Sardegna, a Villacidro (CA), nella fabbrica di batterie Nuova Scaini. Il tempo sospeso sopra strutture metalliche accanto a “bomboloni” di gas propano; operai prigionieri in attesa di una notizia che non arriva. La storia di una sconfitta operaia, emblema contemporaneo di un cambiamento radicale del mondo del lavoro”. (Daniele Segre)

La Repubblica.it
Il lavoro, anzi più spesso la sua mancanza, il non-lavoro. Il palinsesto del festival, ruotando attorno a Ken Loach, ha creato le occasioni che consentono di notare fili più o meno rossi. Ma di consolazioni ideologiche manco a parlarne, la solidarietà è incerta, la consegna obbligata è “ognuno per sé”. Daniele Segre va in Sardegna per documentare la protesta degli operai della Nuova Scaini incatenati Asuba de su serbatoiu, cioè su minacciosi bomboloni di gas propano. Erano migliaia nella zona di Villacidro ed erano centinaia alla Nuova Scaini, già dell’Eni, produttrice di batterie per auto che si esportavano in tutto il mondo. Ridotti a quattro gatti, come i ferrovieri privatizzati di Loach in nome delle stesse parole magiche “mercato” “flessibilità” e “competizione”, dovranno vedersela con i nuovi scenari. Ma la controparte è un governo di sinistra. Non è una “fiction”, è tutto vero ed è finita male: la videocamera, impotente, registra il loro fallimento.

02/09/2001
Paolo D’Agostini