Daniele Segre esordisce come fotografo a Torino e fin dalla metà degli anni Settanta realizza film e video. I suoi primi lavori si focalizzano su problemi delle realtà giovanili disagiate (“Perché droga”, 1976; “Il potere dev’essere bianconero”, 1978) e sulla dignità e umanità di vite difficili (“Vite di ballatoio”, 1984); nel 1980 pubblica anche il libro fotografico “Ragazzi di stadio” (Mazzotta, Milano). Fonda nel 1981 la società di produzione “I Cammelli” e nel 1989 l’omonima “Scuola video di documentazione sociale”, col sostegno di Unione Europea e Ministero del Lavoro, che avvia decine di giovani alla delicata e difficile attività di professionista audiovisivo nel sociale.

Nel 1983 realizza il lungometraggio “Testadura”, presentato alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, finzione sulla realtà di un microcosmo giovanile fatto di scelte ostinate, quotidianità faticose e complicati rapporti interpersonali; del 1992 il secondo lungometraggio, “Manila Paloma Blanca”, in cui indaga l’universo esistenziale di un attore emarginato utilizzando anche inserti video da “Tempo di riposo” (1991), interpretati entrambi dall’attore Carlo Colnaghi.

Fra i suoi film documentari, quelli sui minatori del Sulcis (“Dinamite”, 1994), sui sieropositivi e malati di AIDS (“Come prima, più di prima, t’amerò”, 1995), sull’affettività nei giovani colpiti da Sindrome di Down (“A proposito di sentimenti”, 1999), sulla chiusura di una fabbrica in Sardegna (“Asuba de su serbatoiu”, 2001) e sui problemi dei malati di Alzheimer e delle loro famiglie (“Tempo vero”, 2001).

Nel 1995 debutta nella regia teatrale con “Week-end” di Annibale Ruccello. Opere come “Non ti scordar di me” (1995) e “Paréven furmìghi” (1997) sono incentrate sul fascino del set e dell’immaginario cinematografico, sulla costruzione (reale) di un cinema e la ricostruzione della realtà che il cinema consente. Nel 2002 realizza il lungometraggio “Vecchie”, con Maria Grazia Grassini e Barbara Valmorin, che diviene uno spettacolo teatrale “Vecchie. Vacanze al mare”, prodotto da Associazione Teatrale Pistoiese-Teatro del Tempo Presente, e va in scena al Piccolo Eliseo di Roma nel gennaio 2003 e in altri teatri italiani fino al 2006.

Dal 2002 al 2005 codirige il Bellaria Film Festival con Antonio Costa e Morando Morandini. Nel 2003 realizza la serie di sei film documentari “Volti – Viaggio nel futuro d’Italia”, mandata in onda da RAI TRE, produttrice della serie, a partire dal gennaio 2004. Del giugno 2004 è il quarto lungometraggio Mitraglia e il Verme, con Antonello Fassari e Stefano Corsi, che nel 2006 riceve il Premio Qualità da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Nel 2005 realizza in alta definizione un video sulla collezione di Arte Moderna e Contemporanea della Fondazione CRT di Torino, progetto che si sviluppa nel 2006 con la messa in opera di tre video, rispettivamente sulla collezione della Fondazione CRT, sul Museo d’Arte Contemporanea del Castello di Rivoli e sulla Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino.

Nel 2006 realizza alla Cavallerizza di Torino la video installazione “Tappati la bocca” per il Teatro Stabile di Torino, con gli allievi della Scuola del Teatro Stabile diretta da Mauro Avogadro. Nel 2006, in collaborazione con l’IRRE Marche e l’Assessorato Formazione e Lavoro della Provincia di Macerata, attiva a Recanati e Macerata il laboratorio video “L’amorosa visione”, con studenti delle scuole medie superiori, dell’accademia e dell’università. Il laboratorio, terminato nel marzo 2007, produce un film L’amorosa visione – percorsi giovani di incontro e di abbandono e successivamente l’edizione del libro “Un’amorosa visione – il cinema della realtà fatto da ragazze e ragazzi” a cura di Angela Gregorini.

Nel dicembre 2006 cura la regia del documentario “Conversazione a Porto” realizzato a Porto (Portogallo) sul regista Manoel de Oliveira e la scrittrice Agustina Bessa Luis e i contenuti filmati dello spettacolo “Dossier Ifigenia” per la regia di Elie Malka, produzione Fondazione Teatro Stabile di Torino, in scena nel novembre 2007 al Teatro Astra di Torino.

Nel giugno 2007 inizia le riprese del film documentario “Morire di lavoro”, sugli incidenti nel mondo dell’edilizia in Italia, prodotto da I Cammelli con la collaborazione della FILLEA CGIL e il sostegno del Piemonte Doc Film Fund. Nel febbraio 2008 il film viene presentato in anteprima nazionale alla Camera dei Deputati a Roma e nel marzo 2008 al Parlamento Europeo di Strasburgo. Da allora “Morire di lavoro” intraprende un lungo tour di proiezioni e presentazioni in tutta Italia riscuotendo grande attenzione da giornali, televisioni e radio nazionali.

Nel 2010 realizza tre film documentari: il ritratto della fotografa genovese Lisetta Carmi (“Lisetta Carmi, un’anima in cammino” presentato in anteprima alle Giornate degli Autori-Venice Days 2010 a Venezia), quello dell’editore pisano Luciano Lischi (“Luciano Lischi, editore” presentato in anteprima al Cinema Lumiére di Pisa) e quello del critico cinematografico Morando Morandini (“Je m’appelle Morando. Alfabeto Morandini” presentato in anteprima a Invideo 2010 a Milano).

Daniele Segre è docente di regia al Centro Sperimentale di Cinematografia-Scuola Nazionale di Cinema di Roma (“Cinema e realtà”) e all’Università di Pisa (“Regia cinematografica”); all’interno del corso 2009 al C.S.C.-S.N.C. è stato realizzato il video “3 Prototipi” sull’opera di Gianni Toti e “La Casa Totiana” di Roma. Dal 2002 Segre insegna “Interpretazione cinematografica” alla Scuola per attori del Teatro Stabile di Torino, con cui realizza la videoinstallazione “Tappati la bocca” e il film “Dimmi la verità” (2008).

Da giugno a dicembre 2010 ha diretto il corso di formazione professionale “Esperto di video documentazione sociale” realizzato dalla Provincia di Pisa in collaborazione con Sipario Toscana Fondazione-La Città del Teatro, in cui è stato inoltre docente in più moduli; tra luglio e agosto ha invece avuto la docenza della “Masterclass-Cinema e Realtà” del Bobbio Film Festival 2010 per la direzione di Marco Bellocchio.