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27 Settembre - 2 Ottobre
Palazzo della Penna, Teatro Pavone

Dalla parte degli invisibili

Da qualunque angolo visuale lo si voglia guardare, il carcere è un atto di negazione della vita, perché la detenzione si risolve, nella stragrande maggioranza dei casi, in un periodo più o meno lungo di sospensione dell’esperienza. E perciò di mancato sviluppo personale. Solo in pochi e fortunati casi, chi è detenuto vive in carcere situazioni che fuori non aveva conosciuto né ipotizzato, e che possono cambiare in positivo il suo sguardo sul mondo.
Ciascuno dei tre passi nel sistema penitenziario che costituiscono l’ossatura di questo incontro, apre una porta su situazioni specifiche e su esperienze distanti tra loro sia come temi (i minori negli istituti di pena; il teatro in carcere; la vicenda Kafkiana di un anarchico perseguitato dalla ‘giustizia’) sia come linguaggi (reportage giornalistico televisivo; racconto cinematografico di un progetto teatrale; podcast biografico di un ex ergastolano). Gli autori sono, nell’ordine, Teresa Paoli, Paola Leone, Giovanni Cioni.
Ci è parso che questi lavori potessero essere stimoli per una riflessione sul mondo degli invisibili. Per contrastare il distacco dalla società cui essi sono soggetti, il nostro festival si batte da undici anni, dalla sua comparsa nel panorama cinematografico (e non solo) regionale e nazionale.

Presentazione del podcast Basaglia e i suoi di Massimo Cirri e Matteo Caccia

27 Settembre – 17.30
Palazzo della Penna, Centro delle arti
contemporanee – Via Prospero Podiani, 11

Nel 2024, centenario della nascita
di Franco Basaglia, Matteo Caccia
e Massimo Cirri hanno viaggiato
tra Gorizia e Trieste raccogliendo le
testimonianze di medici, infermieri
e pazienti che ne hanno avuto
testimonianza diretta. Questi
racconti sono diventati il podcast
“Basaglia e i suoi”, disponibile
sull’app del Post e sulle principali
piattaforme di podcast.

Ospiti: Massimo Cirri e Matteo Caccia.
Conduce Raffaella Serra.

Spettacolo teatrale Quelli di Basaglia... a 180°

Domenica 28 settembre – 17:30
Teatro Pavone – Via Luigi Bonazzi, 67

INGRESSO GRATUITO

di Antonella Carlucci, drammaturgia e ricerca di Angela Pianca e Antonella Carlucci Produzione Accademia Della
Follia – Claudio Misculin, con Teatro
Stabile del Friuli Venezia Giulia

L’Accademia della Follia nasce nella rivoluzione culturale scaturita dalla Legge 180 del 1978, raccogliendo parole, memorie e testimonianze di “matti” e basagliani. In scena, testi, poesie, musica e danza ricompongono il mosaico di un cambiamento che ha reso possibile l’impossibile: restituire dignità e vita alla follia.

Presentazione del podcast 9999. Una grande vita lunga.

Mercoledì 1 ottobre – 18.30
Ristorante inclusivo Numero Zero – Via Benedetto Bonfigli 4/6

Il podcast integrale in cinque puntate su Rai Play Sound.
Giovanni Farina, condannato all’ergastolo per il clamoroso sequestro Soffiantini, sopravvive alla prigione e alla leggenda del bandito “imprendibile”. Tornato nei Monti della Calvana, ripercorre una vita tra fuga, cattura, famiglia dispersa e isolamento. Attraverso parole, poesie e racconti, trasformate in immagini sonore da Giovanni Cioni e Saverio Damiani, Farina trova rifugio e resistenza, celebrando l’ostinazione alla vita fino al giorno in cui sarebbe tornato libero.

Marzo 2024, 5 capitoli
Podcast di Giovanni Cioni
Registrazione e sound design: Saverio Damiani
Produzione creativa: Pinangelo Marino
Prodotto da RUMORE

Ospiti: Giovanni Cioni e Giovanni Farina.
Conduce Daniele Dottorini.

Il podcast integrale in cinque puntate su Rai Play Sound :
https://www.raiplaysound.it/programmi/9999unagrandevitalunga

Marco Cavallo Libera Tutti

Di Giovanni Cioni, Irene Dorigotti, Stefano Zoja, Arianna Lodeserto, Camilla Iannetti, Federico Savonitto, Dimi Kazak, Elena Magnani, Aurelio Russo, Danilo Monte, Lorenzo Baldi, Marco Schiavon, Danny Biancardi, Virginia Nardelli, Simone Rosset,Italia, 2026, 70-100 min (previsti).
Ristorante inclusivo Numero Zero, ore 19.00
Via Benedetto Bonfigli 4/6

Marco Cavallo – il gigantesco cavallo blu di cartapesta che nel 1973 sfondò i cancelli del manicomio di Trieste – torna in viaggio. Questa volta attraversa l’Italia per portare la sua carica visionaria davanti ai CPR, i Centri di Permanenza per il Rimpatrio: i campi di internamento dove migliaia di persone sono detenute senza aver commesso alcun reato. Un road movie collettivo che intreccia la potenza simbolica di un’icona della liberazione con le voci, i volti e i silenzi di chi oggi lotta contro l’invisibilità della deportazione.

Il figlio più bello

Di Giovanni Piperno e Stefano Rulli,Italia, 2025, 81 min.
Giovedì 1 Ottobre, Cinema Méliès, ore 21:30
Via della Viola, 1

“Il figlio più bello” è il racconto di Clara e Stefano, genitori di Matteo, che hanno cercato di affrontare con nuovi strumenti la malattia mentale del figlio, senza rinunciare alla propria vita e ai propri talenti, ma aiutandolo a costruirsene una tutta sua, fatta di rapporti e di una casa autonoma con altri coinquilini come Marco, con cui vive da molti anni. Il tempo è passato. Adesso Clara non c’è più e Matteo sta per intraprendere un viaggio che lo porterà all’altro capo del mondo, in Vietnam. Ma quello che è il coronamento di ciò che sembrava un sogno impossibile, risveglia nel padre un profondo disagio che lo costringe a misurarsi con un passato e un dolore rimosso; ed è questo percorso – in un intreccio tra passato e presente – che racconta il nostro film.

Nascitura

Di Vittoria Corallo,Italia, 2026, .
Teatro del Pavone, Perugia | 29 settembre 2026 | ore 21.00

Se ascoltiamo la radice etimologica della parola Natura incontriamo la Nascita: la natura è ciò che nasce, è viva e il suo sguardo è in avanti. In questo disegno noi umani, figli di natura, spesso siamo incapaci di vivere insieme a lei da fratelli e sorelle, come invece suggeriva San Francesco nel Cantico delle Creature. La sensazione che si ha nel guardarci oggi è che quel rapporto grato e paritario si sia estinto e che il Cantico non sia più per noi. Nascitura è uno sguardo che si perde nelle distanze, ma continua a cercare un orizzonte: chi custodisce oggi il Cantico? Forse chi sa ancora sentire e onorare la dignità di tutti i nati.

 

BREVE PRESENTAZIONE

Un percorso teatrale sul Cantico delle Creature che ha visto collaborare alcuni utenti della Fondazione La Città del Sole ETS e del Centro di Accoglienza Diurno di Madonna Alta, insieme agli studenti di OUT! Organismo Universitario Teatrale promosso dall’Università degli Studi di Perugia, in collaborazione con il Teatro Stabile dell’Umbria, a cura di Vittoria Corallo.

 

COMUNICATO STAMPA

Nel 2021 l’Università degli Studi di Perugia ha attivato il Laboratorio Teatrale Universitario (LTU), un percorso di formazione sulle pratiche teatrali, gratuito e aperto agli studenti di tutto l’ateneo.

Molti dei partecipanti del LTU, alla conclusione del corso, hanno espresso il desiderio di continuare quest’esperienza artistica, caratterizzata dalla centralità della relazione corale, della creazione collaborativa e della consapevolezza di sé come organismi integri, in cui corpo, emozioni e contatto con gli altri sono parti comunicanti. Da questo desiderio è nato OUT! Organismo Universitario Teatrale, la cui vocazione è la relazione artistica, sensibile e partecipativa, con il territorio e le sue diverse comunità.

L’incontro tra OUT!, gli utenti della Fondazione La Città del Sole e del Centro di Accoglienza Diurno di Madonna Alta è stato immaginato per assecondare il bisogno di costruire relazioni tra persone provenienti da ambienti diversi, per inventare nuove forme di comunità che si incontrano per riflettere, attraverso il linguaggio teatrale, su temi urgenti e significativi del presente. In questo percorso studenti universitari e utenti si sono confrontati in modo paritario, mentre le differenze di prospettive hanno nutrito l’approfondimento sui temi affrontati.

 

Indietro così!

Di Antonio Morabito,Italia, 2025, 94 min.
Domenica 27 Settembre, Cinema Zenith, ore 16:00

Stefano è un operatore sociale che fa teatro con disabili anche psichiatrici. La sua compagnia si chiama il “Teatro dell’Indietro”. Le prove con gli “attori” Elisabetta, Luigi, Alessandra e Daniele, si avvicendano ai laboratori dove Barbara, Cinzia, Daniele, Mario, Marco, Rosaria, Benedetta esplorano abissi dentro se stessi attraverso la pratica teatrale, portando le loro idee, i loro ricordi, l’autismo, le sindromi, la fantasia, le ansie, la gioia, la memoria, le psicosi, in un turbinio di arte e disabilità, andando indietro verso nuovi progressi, guidati da Stefano, che assorbe tutto e li stimola, li guida e li coinvolge, rivelandosi alla fine meno invulnerabile di quello che all’inizio poteva sembrare… Indietro così! è un racconto di emarginazione, di periferie fisiche e mentali, di luoghi oscuri fuori e dentro. Ma anche di creatività, resistenza e voglia di vivere.