Il Festival

PerSo… numero 1

Se dovessi definire “sociale” non saprei far altro che dire di innumerevoli storie; e a vederla bene, parlerei solo di esistenze. Il Perugia Social Film Festival, nel suo atto ufficiale di nascita, di questo tratta: di vite. Che vuole restituire attraverso uno sguardo fuori centro; con sfaccettature che scompongano la foto, per poi riproporla in completezza, e con una diversa visione. Per noi, “sociale” rappresenta una continua scoperta: imprevedibile e spiazzante; così come il “cinema del reale”: due insiemi che spesso si sovrappongono e che abbiamo voluto tradurre, uniti, in questo numero 1.

Ma sociale qui non sarà il resoconto del disagio; sarà piuttosto quanto quel disagio (quando è narrato) possa farci comprendere un significato altro, sentire noi stessi. Darci mosaici di nuovimondi possibili.
Ecco: questo è un festival di film ben piazzato al centro d’Italia, ma allo stesso tempo proiettato in un altro vedi racconti (lontani solo geograficamente). Un altrove fatto di diversità che, una volta osservate, vorremmo comprese e preservate, in una molteplicità di vedute da riportare, oggi, nella nostra società. In tutte le società.
Mi viene di pensare alle parole di Tahar Ben Jalloun:
«Non incontrerai mai due volti assolutamente identici. Non importa la bellezza o la bruttezza: queste sono cose relative. Ciascun volto è simbolo della vita. E tutta la vita merita rispetto».
Proprio così: ogni storia di questo Perugia Social Film Festival si riferisce alla dignità perché contiene persone. Storie uniche. Mai intercambiabili. A dar fede in una cosa: che fino a quando avremo delle narrazioni da fare, vorrà dire che il nostro mondo sarà vivo e sorprendente.

E…
… e ne vedremo delle belle. E’ stata questa la direzione nella scelta delle storie: che interessino, emozionino e abbiano un valore cinematografico. Senza nessuna ‘esclusiva’: perché sono convinto che i film del reale, quando contengono una necessità narrativa, vadano visti e diffusi il più possibile. Cosa che, oltre a tutte le sezioni del concorso, vale per ogni film proposto nelle retrospettive. Di queste, la prima è incentrata su un cineasta importante, a tutto tondo, dai continui e stimolanti sconfinamenti tra film del reale e film di finzione: Roberto Andò; le altre due, invece, si articolano su tematiche dense, attualissime: il lavoro e la follia, guardate alla nostra maniera: eccentrica.

E…
… e mi piace soffermarmi qualche riga su alcuni punti originali del festival. Il primo segna un’esperienza entusiasmante: l’aver messo su un comitato di giovani selezionatori. Cioè di appassionati conoscitori di cinema, dallo sguardo vivace e libero, che per alcuni mesi hanno intrecciato le loro esistenze alla mole enorme, inaspettata, di film del reale (si sarà capito: preferisco questa definizione a quella ormai riduttiva di “documentari”): opere arrivate da più parti del pianeta, sorprendendoci anche nella qualità. Il comitato è diventato una comunità – mossa da me con timone leggero – agguerrita e assai responsabile nel giudicare le fatiche di noi autori. Ne è venuto fuori un altro bel film: il loro, nelcostante accanirsi (civile) gli uni contro gli altri, a difendere le proprie idee di racconto, i propri gusti e i valori; fino ad immalinconirsi per coloro che hanno dovuto escludere.
Un altro punto: il gruppo di detenuti e di rifugiati politici che ci daranno i loro responsi su due sezioni del festival. Costituiranno due giurie, che affiancheranno quelle più ‘classiche’ degli addetti ai lavori e del pubblico. Sono sicuro che da loro ci verrà uno sguardo inusuale, prezioso. Che non arricchirà solo il festival e gli spettatori, ma anche gli autori presenti. Da ultimo: il Perugia Social Film Festival non è dieci-giorni-di-festival-poi-tanti-saluti. No. E’ una realtà che vuole continuare ad offrire visioni, cultura, riflessioni, lungo l’arco di tutto l’anno. E’ questa la nostra faccia. Che, a guardar bene, è composta di tutti i vostri volti.

Mario Balsamo
direttore artistico

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Retrospettiva Roberto Andò

Uno dei tratti distintivi del PerSo è non solo di scegliere un importante autore come Presidente della Giuria ufficiale, ma anche di dedicargli un’ampia retrospettiva. In questa prima edizione tocca a Roberto Andò, autore poliedrico che dal cinema spazia al teatro, all’opera, alla scrittura e che aprirà la serata finale con un’assoluta anteprima

Retrospettiva sul lavoro

Ogni anno il PerSo propone una retrospettiva su una tematica sociale: quest’anno abbiamo scelto una delle massime emergenze del nostro tempo, il lavoro. Lo affrontiamo proponendo alcuni titoli significativi di cinema del reale e di fiction, mentre a latere ne approfondiamo in un convegno un aspetto particolare: il rapporto tra lavoro e disabilità.

Il cinema della follia

All’interno del PerSo, in accordo con l’Assessorato alla Salute della Regione Umbria, ogni anno viene organizzato un Forum sulla Psichiatria, con l’intento di fare il punto della situazione e, soprattutto, presentare percorsi innovativi e sperimentali. Gli approfondimenti si legano alla proiezione di opere di cinema del reale…

Il PerSo ringrazia

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