L’INVENZIONE DEL REALE

Una masterclass di Giovanni Cioni

L’INVENZIONE DEL REALE. Una masterclass di Giovanni Cioni

Dove e quando

La masterclass si terrà venerdì 7 ottobre dalle ore 11 alle ore 13 presso la sala Visconti del Cinema PostModernissimo (Perugia, Via del carmine, 4)

La partecipazione è gratuita e aperta fino ad esaurimento posti. Per iscriversi è possibile inviare una email all’indirizzo segreteria@persofilmfestival.it, specificando nell’oggetto “iscrizione masterclass L’INVENZIONE DEL REALE”.

Presentazione

Una ricognizione del dispositivo del reale, nel mio modo di fare cinema, e non solo.  Parlo di dispositivo per dare la misura della complessità e della ricchezza. Il reale non è (soltanto) qualcosa che riprendi e documenti (più o meno bene).

Il reale è un dispositivo che sveli, che riveli e che susciti. Un dispositivo che ha i suoi meccanismi di rappresentazione e i suoi luoghi comuni di cui essere consci e che bisogna imparare a riconoscere. Nel reale ci sono le finzioni, i sogni e le rappresentazioni di chi lo vive.

Nel dispositivo del reale ci sei tu, che guardi, che cerchi di costruire, e in questo dispositivo il reale ti mette in gioco, fa che ti confronti con l’altro da te.

Per me fare cinema è soprattutto fare esperienza del rapporto con il mondo, con l’altro da te, e quel che questa esperienza ti porta.

Il reale è quello che accade (quello che riesci a suscitare) nel momento in cui fai il film, in fase di preparazione, di scrittura, in fase di riprese, in fase di montaggio

Inventare il reale – significa intervenire in questo reale attraverso il dispositivo che metti in opera nel film. Penso che questo sia anche una valenza politica del cinema, anche se non si parla necessariamente di temi politici.  Non siamo prigionieri di un reale ineluttabile. Il reale ci viene sempre più imposto come ineluttabile, in tempo reale. Salvo che ognuno di noi fa parte di questo reale, e ognuno di noi può scegliere di mettersi fuori da questo “tempo reale”,  ognuno di noi può andare in ricognizione, magari anche nella clandestinità, magari anche sovvertirlo (per usare una parola desueta)

Nel seminario mostrerò alcuni estratti dei miei film, Nous/Autres, In Purgatorio, Per Ulisse e Dal Ritorno.

(Giovanni Cioni)

GIOVANNI CIONI, cineasta, ha vissuto tra Parigi (dove è nato nel 1962), Bruxelles, dove si è formato, Lisbona, Napoli e la Toscana, dove attualmente vive.

Tra i suoi film: DAL RITORNO, in competizione internazionale a Cinéma du Réel (Parigi, marzo 2015),  Biografilm (Bologna, giugno 2015) Filmmaker (Milano, dicembrre 2015), Trieste film festival gennaio 2016, PER ULISSE, premio del concorso internazionale e premio cinemaitaliano al Festival dei Popoli, Firenze, dicembre 2013, menzione speciale al festival Cinema e diritti umani, Napoli, dicembre 2013, in anteprima a Visions du Réel, Nyon, competizione internazionale, aprile 2013, Etats généraux du film documentaire, Lussas, aout 2013, Festival des cinemas des Peuples Anuuruaboro, Nuova Caledonia, competizione internazionale, novembre 2013),   GLI INTREPIDI, in anteprima alla 69 Mostra del Cinema di Venezia, Giornate degli Autori, IN PURGATORIO, selezionato e premiato in vari festival (tra cui il Festival dei Popoli, Bellaria e Cinéma du Réel), distribuito in sala in Belgio e in Francia, NOUS/AUTRES.

Assieme a Pinangelo Marino crea e dirige i LABORATORI UCCELLACCI,  laboratori di scrittura e realizzazione con ragazzi di varie scuole medie della provincia di Firenze.

Nell’aprile 2011 il festival VISIONS DU REEL a Nyon ha dedicato una retrospettiva al suo lavoro.

HYPERLINK “http://www.giovannicioni.org/”www.giovannicioni.org

“Se il cinema è uno strumento per prendere posto nel mondo, oppure per trovare il suo posto nel mondo, in Giovanni Cioni quest’attività si traduce in un movimento di perdita. Perdita di sé e perdita dei riferimenti che le categorie ospitano di solito. Dov’è la finzione? Dov’è la realtà nei suoi film? Chi è che guarda? E cosa guardiamo davvero?

I suoi film propongono dei viaggi in “terrae incognitae”, terre da scoprire quando si trovano al cuore stesso delle nostre società, Bruxelles, Napoli, Lisbona,,, ogni città è la città dove si potrebbe abitare e dove si abita senza però perdere l’attitudine dello straniero.

Un movimento naturale di orientamento compone la geometria di base: ci guardiamo intorno senza esprimere un giudizio, semplicemente per capire dove ci troviamo e con chi. A partire da lì, le cose che ci si immagina, i desideri, i ricordi, hanno un peso grande quanto quello degli oggetti presenti sullo schermo. Questo immaginario rilancia l’immagine verso un livello che è tra finzione e documentario. Oppure che non appartiene né all’una né all’altro.

“vedersi altro per vedersi se stessi”

Non una vera storia, non dei ritratti nel senso tradizionale del termine, nessuna contemplazione né osservazione di una realtà, i film di Cioni sfuggono a ogni categorizzazione. Sono composti di diversi campi – ci si trova un po’ di sociologia, frammenti di Storia, molta semiotica – ma non si lasciano incasellare. Un movimento perpetuo – forse il risultato di uno spirito nomado – li anima.”

(Carlo Chatrian, Visions du Réel, 2011)

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Il PerSo ringrazia