EL FATHER PLAYS HIMSELF
Categoria PerSo Award

Di Mo Scarpelli
Venezuela / Regno Unito / Italia /USA, 2020, 105’

Venerdì 9 ottobre Cinema Zenith ore 21.30
Sabato 10 ottobre Postmodernissimo ore 15.00 Sala Visconti (replica)

SCHEDA FILM

Regia, Sceneggiatura, DoP: Mo Scarpelli
Montaggio: Juan Solo Taborda
Suono: Roberta Ainstein
Produttori: Manon Ardisson, Ardimages UK, La Faena Films, Rake Films 
in associazione con: Channel 6 Media, Feverfilm, Tres CinematografÍa

Anteprima Italiana

SINOSSI

Un giovane regista torna in Venezuela, ispirato a realizzare un film basato sulla vita di suo padre nella giungla amazzonica. Chiama il padre per interpretare sé stesso, finzione e realtà si scontrano. Quello che inizia come un atto di amore e ambizione si trasforma in un processo che affronta le lotte del padre con la dipendenza e la vita priva di suo figlio. EL PADRE PLAYS HIMSELF mantiene un obiettivo fisso nei modi in cui il cinema riesce a portare alla luce, legare, guarire e distruggere.

Menzione Speciale della giuria internazionale a Visions du Reel 51.

Note di regia

Ho iniziato a fare un film che potesse osservare cosa succede quando un figlio riscrive la storia di suo padre, capovolgendo così la dinamica di potere del padre sul figlio. Quali sono i limiti del cinema nella rappresentazione di coloro che amiamo? Cosa porta alla luce questo processo e dove ci lascia quando finisce? Man mano quello che osservavo – una produzione cinematografica di fantasia – diventava sempre più crudo, le tensioni intorno al figlio cresciuto fuori dal Venezuela, lontano da suo padre, e quello che l’emigrazione aveva strappato alla loro relazione e alle loro vite, venivano portate alla ribalta. Il film ha così cominciato a girare intorno alla domanda senza risposta di come riparare ciò che la migrazione ha lacerato. Non c’è vita per Jorge con suo padre in Venezuela.

Non c’è modo per il padre di essere presente nella vita di suo figlio al di fuori; l’unica vita che conosce è in Venezuela. Nessuno dei due ha mai trovato un modo per affrontare il dolore di questa separazione, fino a quando creano un luogo per esprimere in sicurezza le emozioni crude: un set cinematografico “immaginario”. Ma anche questo non può durare. I film finiscono, i registi se ne vanno. I figli crescono, a volte se ne vanno anche loro. La divisione tra padre e figlio è universale, ma qui è stata rapidamente accelerata dal tempo. La produzione del film, la loro opportunità per lottare contro questi rimpianti di tutta la vita, è durata 42 giorni; poi, Jorge sarebbe dovuto ripartire. Ciò che in questo tempo questa frattura tra Jorge e il padre porta alla luce è insormontabile: il vuoto dolore della separazione, la solitudine nel diventare uomini.

Rimangono due uomini decisamente opposti per personalità e comportamento, ma che condividono una cosa essenziale: l’attaccamento a un passato, la disperazione di distillare i ricordi nelle storie, in un’opera d’arte, in un film, per cercare di tenerli vivi. L’intenzione dei miei film è di soffermarsi, di studiare i volti e le reazioni e, in definitiva, di permettere alle persone di tradire la propria versione o quella degli altri di sé stessi. Ogni uomo è una contraddizione; alcuni di noi sono pronti a vedere e a chiedersi perché. Il padre è così.

EL FATHER PLAYS HIMSELF è il processo di guardare un padre che viene visto, finalmente, da suo figlio, e in un modo completamente diverso, essere visto da me; sua nuora, una donna, la sua amica. Lascio molto da interpretare in ciò che è “giusto” o “sbagliato” in questo particolare processo di rappresentazione. Quello che spero di trasmettere è la mia solidarietà con l’essere umano, la legittimazione tramite telecamera della loro paura del mondo e del loro posto al suo interno. La radice di tutte le sfumature del machismo è la paura. La radice della famiglia è l’amore. EL FATHER PLAYS HIMSELF è questa paura e questo amore che si scontrano.

MO SCARPELLI

Mo Scarpelli è una regista e direttrice della fotografia italo-americana di non-fiction e cinema ibrido. I suoi lungometraggi sono stati proiettati alla Berlinale, IDFA, SXSW, Hot Docs, Durban IFF, BFI London Film Festival, Thessaloniki Documentary Festival, FIPADOC, FICCI e altri, ottenendo più di una dozzina di premi da giurie internazionali e pubblico. Il suo ultimo film ANBESSA è stato nominato sia per l’Orso di Cristallo che per il Glashütte Documentary Prize alla 69a Berlinale, e trasmesso su ARTE / ZDF in Francia e Germania. Mo è stata selezionata alla Berlinale Talents e ha ricevuto borse di studio dalla New America Foundation e dalla International Women in Media Foundation. Vive a Roma.