FARE UN DOCUMENTARIO E SOPRAVVIVERE FELICI

PerSo OFF 

INCONTRO CON GIANFRANCO PANNONE E GIOVANNI PIPERNO

Sabato 29, ore 17.00, Centro Diurno Psichiatrico FuoriPorta – Perugia, Via Bonfigli 4/6

E’ possibile vivere in Italia facendo il lavoro più bello del mondo? E come si fa a stare in equilibrio tra lavori su commissione ed ambizioni autoriali? Senza prendersi troppo sul serio, due registi nostrani provano a raccontarlo e raccontarselo.

Giangranco Pannone

Gianfranco Pannone (Napoli 1963) vive e lavora a Roma.
Tra il 1990 e il 1998 ha prodotto e diretto la trilogia composta da Piccola AmericaLettere dall’AmericaL’America a Romae nel 2001 Latina/Littoria, quest’ultimo miglior film documentario al Torino Film Festival 2001. Tra i suoi medio E lungometraggi Pomodori (1999), Sirena operaia (2000), Pietre, miracoli e petrolio (2004), Io che amo solo te (2005), Cronisti di strada (2006). 100 anni della nostra Storia (2006), Il sol dell’avvenire (2008), ma che Storia… (2010), Scorie in libertà (2011-’12), Ebrei a Roma (2012). Tra i corti Ferie – gli italiani e le vacanze (2000), Viaggio intorno alla mia casa(2001), Benvenue chez Giuseppe (2005) Immota manet (2011), Le pietre sacre della Basilicata (2012), Trit ‘me la bula (2013). I suoi film documentari, attenti in particolare all’Italia, con tutte le sue ricchezze (non prive di contraddizioni) storiche e antropologiche, gli sono valsi partecipazioni e riconoscimenti in molti festival italiani e internazionali, oltre che la messa in onda sulle principali televisioni europee. Insegna Cinema documentario al Dams dell’Università Roma Tre e regia al Csc – Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e dell’Aquila. Saggista e autore, ha scritto con Giovanni Fasanella “Il sol dell’avvenire, diario tragicomico di un film politicamente scorretto” ( Chiarelettere), con Mario Balsamo “L’officina del reale- Fare un documentario dall’ideazione al film” (Cdg) e “Docdoc- dieci anni di cinema e altre storie” (Mephite Cinemasud). Scrive sulla rivista online www.ildocumentario.it ed è responsabile della sezione Open eyes del Medfilm Festival di Roma.

Giovanni Piperno

Dopo aver studiato fotografia all’Istituto europeo di design e con Leonard Freed (agenzia Magnum), ha collaborato come assistente operatore con Terry Gilliam, Martin Scorsese, Nanni Moretti, Giuseppe Rotunno, Dante Spinotti, Giuseppe Lanci, John Seale, Janusz Kaminski, Roger Deakins. Ha diretto numerosi documentari, tra i quali Un tè sul set (co-diretto con Laura Muscardin) al Festival di Venezia del 1995, Intervista a mia madre in onda in prima serata su RAI 3, Il film di Mario trasmesso anche da ARTE (entrambi assieme ad Agostino Ferrente) e L’esplosione vincitore del Torino Film Festival 2003 e candidato ai David di Donatello 2004 come miglior film documentario. CIMAP! centoitalianimattiapechino, ha partecipato al Festival del Film di Locarno 2008 e ha vinto il premio Libero Bizzarri 2009. Il suo film su la famiglia Agnelli, Il pezzo mancante, ha vinto al Torino Film Festival 2010 il premio Cinema Doc, il premio miglior regia Cinema Doc ed è uscito in sala nel 2011. Le cose belle, codiretto con Agostino Ferrente, dopo la partecipazione, in forma non definitiva, al Festival di Venezia 2012, ha vinto venticinque premi tra nazionali ed internazionali, ed è uscito nelle sale italiane nell’estate del 2014 rimanendo in programmazione per oltre quattro mesi. Giovanni Piperno ha vinto il premio Biografilm school per la miglior retrospettiva al Biografilm Festival 2014. Con il film collettivo 9x10 novanta, prodotto dall’Istituto Luce per i suoi novanta anni di vita, ha partecipato alle Giornate degli Autori al festival di Venezia 2014. Nello stesso anno ha collaborato con Antonietta De Lillo al film documentario Let’s go fuori concorso al Festival di Torino 2014. Alla Festa del Cinema di Roma 2015 ha presentato Se avessi le parole e Quasi Eroi, due cortometraggi realizzati con i ragazzi del Tor Sapienza Film Lab. Quasi Eroi ha vinto il Nastro d’Argento come miglior corto del 2016.

Dal 2017 è Presidente del PerSo Film Festival.