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EVENTI SPECIALI

LABANOF. Corpi senza nome dal fondo del Mediterraneo

Autori:
Fabiana Carobolante, Daria Corrias, Giulia Nucci, Raffaele Passerini
Musica originale e Sound design: Riccardo Amorese
Voce narrante: Vinicio Marchioni
Produttore: Rai Radio 3

Giovedì 7 ottobre Cinema Zenith ore 20.00
Vincitore del Prix Italia 2020 categoria Radio Documentary and Reportage

Sinossi

Labanof – corpi senza nome dal fondo del Mediterraneo è la quinta puntata di una serie di podcast tutta dedicata al lavoro di Cristina Cattaneo e del suo team. Il Labanof è il Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell’Università di Milano dove ogni giorno la professoressa Cristina Cattaneo con odontologi, biologi, archeologi e antropologi, lavora per restituire un’identità a chi morendo l’ha persa.

Dopo aver risolto per anni alcuni dei casi più controversi di identificazione post mortem della storia italiana recente, nel 2016 una telefonata porrà tutto il team Labanof di fronte a una sfida mai tentata prima: dare un nome alle vittime di una delle più gravi tragedie del mar Mediterraneo, il naufragio di un barcone al largo delle coste libiche avvenuto il 18 aprile 2015.

Da qui ha inizio una missione che tuttora li vede impegnati nello studio dei resti e degli effetti personali dei naufraghi. Restituire un’identità a tutti i morti sconosciuti, senza distinzione di provenienza, è l’obiettivo. Per ridare loro una dignità e per offrire risposte a chi rimane.

Note

«Che cosa vuol dire cercare di dare un’identità a quelle che sono le vittime di un naufragio?
La risposta è: dobbiamo farlo perché sono i diritti di tutti. Diritto alla salute e diritto all’identità dei miei morti perché mi serve per continuare la mia vita, è una questione di salute mentale di chi sta cercando il [suo] morto e una questione di banale vita amministrativa. Quindi è una questione di diritti umani. Di cose che dovrebbero essere obbligatorie». CRISTINA CATTANEO, docente del Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell’Università di Milano

LABANOF

ll Labanof è il laboratorio di antropologia e odontologia forense dell’Università Milano, dove ogni giorno la professoressa Cristina Cattaneo con odontologi, biologi, archeologi e antropologi, lavora per restituire un’identità a chi morendo l’ha persa.

“Identificare i morti serve a curare i vivi,” sostiene Cristina Cattaneo. “Tutti abbiamo bisogno di identificare i nostri morti, è una questione di salute mentale.”

Dopo aver risolto per anni alcuni dei casi più controversi di identificazione post mortem della storia italiana recente, una telefonata nel giugno 2015 li porrà di fronte a una sfida mai tentata prima: dare un nome alle vittime di una delle peggiori tragedie del mar Mediterraneo, il naufragio di un barcone al largo delle coste libiche avvenuto il 18 aprile 2015.

C’è voluto più di un anno per finanziare la più grande operazione Italiana di recupero di sempre

Il Labanof viene incaricato di dare un nome a quelle vittime.

Da qui ha inizio una missione che tuttora li vede impegnati nello studio dei resti e degli effetti personali dei naufraghi. Da qui ha inizio una delle loro battaglie, perché restituire un’identità a tutti i morti sconosciuti, senza distinzione di provenienza, è l’obiettivo. Non solo per ridare loro una dignità, ma soprattutto per offrire risposte a chi rimane.

Quanti corpi dovranno ancora rimanere senza nome sui fondali dei nostri mari, prima che i disastri di massa siano tutti trattati allo stesso modo?

Riconoscimenti

Nell’ultima edizione del Prix Italia, rassegna internazionale organizzata dalla Rai, che riunisce annualmente, dal 1947, radio e televisioni da tutto il mondo, ha vinto, nella sezione dedicata al “radio documentario e reportage” una produzione italiana: Labanof. Corpi senza nome di Fabiana Carobolante, Daria Corrias, Giulia Nucci e Raffaele Passerini, con la cura di musica e suono di Riccardo Amorese. L’Italia aveva vinto il medesimo premio solo due anni prima, nel 2018, con Il sottosopra di Gianluca Stazi e Giuseppe Casu (Tratti documentari). Per trovare un altro precedente però bisognava fare un salto indietro nel tempo di sessant’anni, a Clausura di Sergio Zavoli (1958), e al periodo eroico del documentario radiofonico italiano. 

TRE SOLDI

Uno spazio nella sera di Radio3 dedicato all’audiodocumentario. Percorsi sonori che raccontano la realtà di oggi e di ieri con il linguaggio della testimonianza diretta. Tre soldi è un programma a cura di Fabiana Carobolante, Daria Corrias e Giulia Nucci, dal lunedì al venerdì alle 19.50

Bio

Fabiana Carobolante lavora a Radio3 dal 2002. È autrice e curatrice dei programmi AD ALTA VOCE e TRE SOLDI.

Daria Corrias è un’autrice, produttrice senior, commissioning editor per il programma Tre Soldi/Radio 3

Giulia Nucci è autrice e produttrice per TRE SOLDI/Radio 3 e curatrice de LA NOTTE DI RADIO3, un programma dedicato agli archivi radiofonici

Raffaele Passerini è autore e regista di documentari e insegna cinema. Tra i suoi lavori, il documentario IL PRINCIPE DI OSTIA BRONX/THE PRINCE OF OSTIA BRONX, premiato al Biografilm Festival 2017.