PANTAGRAL

Categoria Umbria in Celluloide

Di Andrea Greco
Italia, 2020, 28’

SCHEDA DEL FILM

Regia: Andrea Greco
Produttori: Andrea Greco, Giacomo Della Rocca, Marco Del Buono
Ass. Regia: Emilio Seri
Sceneggiatura: Andrea Barcaccia, Andrea Greco
Montaggio: Stefano Domenichetti Carlini
Musica: Antonello Greco
Scenografia: Beppe Farina
Costumi: Agustina Castellani
Produzione: Dromo Studio

Fotografia e Color: Giacomo Della Rocca
Operatore: Marco Del Buono, Giacomo Della Rocca
Fonico di presa diretta: Massimo Falconi
Trucco: Giacomo Ciarrapica
Missaggio e Sound Design: Nicola Fumo
Ass. di produzione: Lorenzo Fontana

Interpreti
Damiano – Davide Tassi
Sergio – Gianfranco Procopio
Valentina – Federica Magro
Fantasma – Guido Lampi
Sig. Bigazzi – Maurizio Modesti

SINOSSI

Damiano e Sergio sono arrivati a un punto di non ritorno. Dopo quella maledetta figuraccia ai David di Donatello, sono passati da essere i giovani talenti del cinema italiano a non vedere più una chance all’orizzonte. Ora, dopo anni di silenzio, il SIg. Bigazzi, un produttore depresso e pieno di livore verso il jet set, vuole puntare su di loro. Tra di loro, però, la chimica ha lasciato posto al risentimento. Senza uno straccio di idea, Damiano riesce ad entrare nell’appartamento di un famoso regista misteriosamente scomparso e con il suo socio Sergio cercheranno di rubare qualcosa che gli inspiri: un’intuizione, un soggetto, un copione ancora inedito. Loro non sanno, però, che un ospite inquietante si aggira “affamato” tra quelle mura. Recuperando gli stilemi del cinema di genere, Pantagral racconta quanto possa essere crudele quella dolce trappola chiamata desiderio.

NOTE DI REGIA

“Pantagral”, come ogni opera prima (anzi primissima), nasce da una sfida con il tempo, il budget, le circostanze, con il desiderio di mettermi in gioco. Ed è proprio il desiderio e i suoi pericoli il tema centrale del cortometraggio che vuole offrire un’esperienza tipica del film di genere, conservando però una riflessione più profonda sul presente. Sono stati gli avvenimenti quotidiani, gli incontri fortunati, le confessioni di una sera a ispirare Pantagral: una città medievale che coltiva giovani talenti per poi lasciarli andare; il conflitto tra le voci dei miei coetanei che rivendicano un’alternativa per il loro presente e la rassegnazione verso un passato che impone ancora il suo linguaggio e i suoi meccanismi. Solo quando l’osservazione analitica rivolta alla città e alle sue persone dunque ha ceduto il passo ad uno sguardo più sentimentale, più empatico abbiamo sentito la necessità di scrivere. Dopo aver raccolto, assimilato, digerito questo “sentimento” i personaggi sono emersi, trasfigurando le voci del reale, in finzione cinematografica, lignificandosi in un “racconto meta” sulla disperata vita di due maschere in cerca della propria storia.

Lo spirito di adattamento alle circostanze, seppur imposto dalle caratteristiche proprie di un set indipendente, ha trovato i suoi primi ispiratori nei metodi di lavoro adottati agli inizi della loro carriera da Matteo Garrone e Massimo Gaudioso, come ad esempio in “Estate Romana”. Infatti non abbiamo plasmato l’immaginario di “Pantagral” solo a partire dalla nostra fantasia ma abbiamo seguito anche il percorso inverso. Ecco, che i personaggi sono cresciuti a partire dagli attori, le scene sono state costruite in base alle location (l’appartamento di Valentina è stato anche lo studio per la pre-produzione) e le scenografie realizzate a partire dalle nostre abilità artigianali (come le maschere).

La produzione ha richiesto il massimo sacrificio delle maestranze e del cast, riuscendo a girare i 28 minuti del film in 3 giornate intense, coinvolgendo partner del territorio umbro come Cinema Zenith e il Centro studi “Sergio Ragni”. Credo fortemente al cinema come lavoro collettivo, alla squadra prima del singolo; al regista come fantasista a tutto campo, che orchestra i talenti che ha scelto, assecondando le loro voci e intuizione, accordandole alla vocazione del film che nel caso di Pantagral è stata quella di descrivere un lento scivolamento della realtà verso la finzione.

ANDREA GRECO

Nato a Taranto 26 anni fa, mi sono formato artisticamente all’Accademia di Belle Arti di Roma, dove per quattro anni ho seguito il corso di Arti Multimediali coordinato dall’artista Chiara Passa. Dal 2018vivo e lavoro a Perugia come Assistente alla regia di videoclip musicale e Sceneggiatore/Copywriter per corti e spot commerciali. Nel settembre del 2019 si conclude la produzione del mio primo lavoro da regista, Pantagral, prodotto grazie allo studio creativo perugino Dromo Studio.