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REALITY
CINEMA DELLA FOLLIA

REALITY
Di Matteo Garrone
Italia – Francia, 2012, 120’

Martedì 5 ottobre Cinema Zenith ore 17.30
a seguire ore 19.30
Incontro online con Matteo Garrone e Aniello Arena

Regia: Matteo Garrone
Fandango: Produzione – sales
Prodotto da: Domenico Procacci e Matteo Garrone
Produzione: Archimede, Fandango
Soggetto: Matteo Garrone, Massimo Gaudioso
Sceneggiatura: Matteo Garrone, Massimo Gaudioso, Maurizio Braucci, Ugo Chiti
Direttore della Fotografia: Marco Onorato
Cast: Aniello Arena, Loredana Simioli, Nando Paone, Graziella Marina, Nello Iorio, Nunzia Schiano, Rosaria D’urso, Giuseppina Cervizzi, Claudia Gerini, Raffaele Ferrante, Paola Minaccioni, Ciro Petrone, Salvatore Misticone, Vincenzo Riccio, Martina Graziuso, Alessandra Scognamillo.


Genere: Commedia, Drammatico
Anno: 2012
Paese: Italia
Durata: 115 min
Data di uscita: 28 settembre 2012
Distribuzione: 01 Distribution

Sinossi

Luciano è un pescivendolo napoletano, che per integrare i suoi scarsi guadagni si arrangia facendo piccole truffe insieme alla moglie Maria. Grazie alla sua natura spigliata e simpatica è solito esibirsi di fronte ai clienti della pescheria e ai suoi numerosi parenti. Il suo desiderio, però, è quello di partecipare ad un famoso reality show ed un giorno, spinto dai familiari, partecipa ad un provino per entrare nella casa del “Grande Fratello”. Da quel momento la sua percezione della realtà non sarà più la stessa, e il suo sogno si trasformerà in una vera e proprio ossessione che gli farà credere di vivere una realtà distorta, mettendo in serio pericolo gli equilibri familiari e la sua stessa esistenza.

Note di Regia
Dopo Gomorra volevo fare un film diverso, cambiare registro e così ho provato a fare una commedia.
Il film nasce da una storia semplice, documentata, che abbiamo trasfigurato per fare una riflessione su un paesaggio contemporaneo; un viaggio attraverso un Paese.
Un percorso fatto di sogni e attese di questi sogni, che si sviluppa su due piani: uno esterno, geografico e l’altro interno, psicologico. Due piani che sono fortemente connessi fra loro, infatti è proprio quel tipo di paesaggio culturale a generare i personaggi che animano la nostra storia.
Reality è un film sulla percezione del reale, la storia di un uomo che esce dalla realtà ed entra nel proprio immaginario. Ho sempre pensato a Luciano, il protagonista del film, come ad un moderno Pinocchio, un personaggio con un’innocenza e un candore infantili. Infatti, filmandolo, l’ho seguito come se stesse vivendo un’avventura fantastica. Durante le riprese ero di continuo alla ricerca di quel sottile equilibrio tra realtà e sogno, ricercando anche dal punto di vista figurativo una dimensione favolistica, una sorta di “realismo magico”.

Biografia del regista

Figlio di un critico teatrale e di una fotografa, Matteo Garrone nasce a Roma il 15 ottobre del 1968.  Nel 1996 firma il cortometraggio Silhouette e vince il Sacher Festival organizzato da Nanni Moretti. A questo punto il suo destino artistico è segnato e, di lì a poco gira a New York, insieme a Carlo Cresto-Dina, il documentario sul Movimento Pentecostale Bienvenido espirito santo. Nel 1998, invece, dirige sia il documentario Oreste Pipolo, fotografo di matrimoni, che il cortometraggio Il caso di forza maggiore, realizzato insieme a Massimo Gaudioso e Fabio Nunziata. Dello stesso anno è Ospiti, il suo secondo lungometraggio, che segue le vicende di due giovani albanesi che vivono a Roma. Già in questa prime prove, Matteo Garrone definisce il suo metodo di fare cinema: troupe ridotta, suono in presa diretta, uso frequente della camera a mano e attori spesso non professionisti o comunque non troppo conosciuti. Nel 2000 il regista gira Estate romana, che rende omaggio alla stagione dei teatri underground degli anni ’70 e mostra la “città eterna” alle prese con i lavori di preparazione al Giubileo. Il film viene inserito nella programmazione del Festival di Venezia nella sezione Cinema del Presente e, pur facendo acquisire una certa familiarità con l’opera di Garrone a pubblico e critica, non lascia il segno come il successivo L’imbalsamatore (2002), che risente della formazione pittorica di Matteo e contemporaneamente abbraccia il cinema di genere, percorrendo la via del noir. Ispirato a un fatto di cronaca e inserito nella Quinzaine des Réalisateurs del 55° Festival di Cannes, L’imbalsamatore vince il David di Donatello per la migliore sceneggiatura.

Nel 2004 Matteo Garrone si rimette al lavoro, scegliendo ancora di rifarsi a una storia realmente accaduta e parlando di un uomo ossessionato dalla magrezza femminile. Il film è Primo amore, che va al Festival di Berlino ed è interpretato da Michela Cescon e da Vitaliano Trevisan, quest’ultimo anche sceneggiatore.Nel 2008 esce Gomorra, che prende spunto dal celeberrimo libro omonimo di Roberto Saviano e viene presentato in concorso al Festival di Cannes. La giuria rimane affascinata dal monumentale affresco sulla camorra e dalle performance dei tanti non attori, e assegna al film il Grand Prix. Seguono sette David di Donatello e due Nastri d’Argento. Nel 2012 Matteo firma Reality, un’opera molto diversa da Gomorra che si affida al talento di un volto sconosciuto. Parliamo di Aniello Arena, detenuto in semi-libertà e attore della Compagnia della Fortezza del carcere di Volterra. La storia del pescivendolo napoletano ossessionato dal Grande Fratello porta Matteo Garrone ancora a Cannes e, anche stavolta, arriva per lui il Grand Prix. Nel 2015 il regista torna al film episodi – e a Cannes – con Il racconto dei racconti, in cui chiama a recitare anche grossi nomi stranieri, tra cui John C. ReillySalma Hayek e Vincent Cassel.