Sacco e Vanzetti

La disaccoglienza. Storie di ordinaria e straordinaria emigrazione

Sacco e Vanzetti

Regia Giuliano Montaldo
Nazione Italia Anno 1971 Durata 111′

Sacco e Vanzetti - Eugenio Montaldo
Il 23 agosto 1927 Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti salgono sulla sedia elettrica, a chiusura di un processo durato sette anni che li giudica colpevoli di rapina a mano armata ed omicidio. Giuliano Montaldo ricostruisce la vicenda che destò sdegno nella comunità internazionale, mostrando chiaramente come il processo ai due anarchici italiani emigrati negli Stati Uniti fu condizionato da motivi politici piuttosto che suffragato da prove certe. Nonostante le richieste di revisione del giudizio avanzate dai difensori dei due imputati e le continue mobilitazioni dei numerosi comitati di liberazione, la loro condanna a morte resta impressa nella storia come un gesto di rappresaglia politica e di malcelato razzismo.

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Giuliano Montaldo Regista di fama internazionale. Dopo qualche esperienza come attore, esordisce nella regia con Tiro al piccione (1961), opera coraggiosa che affronta un difficile momento storico attraverso l’ottica di un ragazzo che aderisce alla Repubblica di Salò. Nel 1964 Una bella grinta vince il Premio Speciale della giuria al Festival di Berlino e nel 1966 firma la regia della seconda unità del pluripremiato La battaglia di Algeri di Gillo Pontecorvo. Nel 1971 il suo Sacco e Vanzetti si aggiudica la Palma d’Oro a Cannes. Grande appassionato di musica lirica, si è dedicato anche alla regia di opere liriche. Nel 1982 firma lo sceneggiato per la televisione Marco Polo, girato in Cina, che riceve numerosi riconoscimenti e ottiene grande successo anche all’estero. Tra i suoi film: Giordano Bruno (1973); L’Agnese va a morire (1976); il documentario Le stagioni dell’aquila (1997); I demoni di S. Pietroburgo (2008), dedicato a F. Dostoevskij; il documentario L’oro di Cuba (2009); L’industriale (2011); Gli occhiali d’oro (1987) e Tempo di uccidere (1989), trasposizioni cinematografiche di romanzi italiani del dopoguerra.

L’altra opera dell’evento speciale

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