Sòccantare

 

 

 

 

 

 

Regia: Michelangelo Bellani e c.l. Grugher
Una produzione:
La società dello spettacolo
Montaggio: Nicola  Ambrogioni
Supervisione Post Produzione: Bernardo Radi
Supporto tecnico: Pomodoro produzioni
Musiche: Luigi Marchitelli
Durata: 60 min.
Con: Rosario Abadessa, Umberto Bertinelli, Massimo Bongarzone, Roberto Compagnone, Luca Coscia, Claudio Erario, Franco Fanucci, Luciana Mancini, Tatiana Mechkova, Antonio Minelli, Massimiliano Nardelli, Lorenzo Nardelli, Antonia Oliva, Fabrizio Panfili, Omar Paradisi, Ottavia Pierotti, Tonino Pugnitopo, Graziano Rossi, Fernanda Tittarelli, Franco Tironzelli, Franca Vagnarelli

Sito Web: www.lasocietadellospettacolo.org

Sinossi:
Da anni la Comunità di Capodarco dell’Umbria svolge la sua intensa attività affianco dei più emarginati.  All’interno della comunità vivono e operano decine di persone con disabilità fisiche e psichiche. La Comunità di Capodarco da sempre promuove una cultura dell’inclusione, della partecipazione, della persona, della pace, vissute nelle scelte quotidiane che ognuno viene sollecitato a compiere in Comunità.
Sòccantare è il frutto di un laboratorio svolto in collaborazione con La società dello spettacolo, gruppo di ricerca teatrale umbro che oltre alla propria attività di produzione artistica si occupa di progetti sociali e di formazione.
“È il secondo anno della nostra esperienza con la Comunità di Capodarco dell’Umbria” – spiegano c.l. Grugher e Michelangelo Bellani, autori del documentario – “Lo scorso anno realizzammo una performance teatrale dal titolo Ah che bella giornata, un evento denso di emozioni che coinvolse profondamente  tutti i presenti, noi per primi. Il nostro incontro si focalizza sulle persone, non sulle disabilità. Non abbiamo competenze terapeutico-riabilitative, abbiamo solamente cercato, mediante la nostra attitudine teatrale attenta all’ascolto dell’interiorità più che agli standard della società dominante, di rispettare e portare alla luce le molteplici esigenze espressive delle persone coinvolte.
L’idea di fare un film ci ha guidato nel corso del progetto. Ed è proprio questa esperienza di  “fare un film” che il documentario racconta.  Un film, dunque una finzione, ma per raccontare al contrario la nuda verità dei gesti e delle parole. La finzione in questo caso ha inizio solo  quando il documentario  si conclude  e  un ciak annuncia la prima  sequenza del film da realizzare. Fare un film esprime competenze, contenuti e attitudini specifiche. Un film è fatto da una duplice sostanza, materiale e creativa nello stesso tempo.
Sòccantare è dunque l’affermazione di un’abilità, non di una disabilità, come la celebrazione del pietosismo satinato a cui tanta cattiva tv ci ha abituato”.
Nel documentario vengono anche citate una canzone di Scialpi e una di Giovanni Lindo Ferretti/Csi, che hanno contribuito in maniera preziosa allo svolgimento delle attività di laboratorio durante le riprese, e che grazie alla gentile concessione dei due artisti fanno parte della colonna sonora.