THE ACT OF KILLING – DIRECTOR’S CUT

di Joshua Oppenheimer, Denmark/Norway/Great Britain/Sweden/Finland, 2012, 159’

Nel 1965, quando il governo indonesiano fu deposto, un ladruncolo di nome Anwar Congo, insieme ai suoi amici, passò dalla vendita di biglietti per il cinema nel mercato nero al comando di squadroni della morte durante l’omicidio di massa di più di un milione di oppositori della nuova dittatura militare, e fu celebrato dal governo come eroe nazionale. Nel momento in cui Oppenheimer propone ad Anwar e ai suoi amici di fare un film sul loro ruolo nel genocidio, questi accettano con entusiasmo. Ma la loro idea di essere parte di un film non contempla una testimonianza riflessiva; al contrario, ricreano i loro omicidi reali adattandoli ai generi cinematografici preferiti: western, musical e gangster movies. Attraverso il processo di filmmaking, la realtà morale dell’atto di uccidere finisce per perseguitare Anwar e i suoi amici con vari livelli di consapevolezza, giustificazione e negazione.

 

joshua_oppenheimerJOSHUA OPPENHEIMER
Nato nel 1974 in Texas, Joshua Oppenheimer si è laureato in filmmaking a Harvard ed ha poi conseguito un dottorato al Central Saint Martins College of Art di Londra. È Direttore artistico del Centre for Documentary and Experimental Film dell’Università di Westminster e partner della Compagnia di produzione cinematografica Final Cut for Real Aps di Copenhagen. Ha lavorato per più di dieci anni seguendo milizie e squadroni della morte nonché le vittime di questi per esplorare la relazione fra la violenza politica e l’immaginazione pubblica.
Ne proiettiamo due delle opere più importanti, i pluripremiati The Act of Killing (Guardian Film Award – Best Picture, BAFTA – Best Documentary, European Film Award – Best Documentary, Asia Pacific Screen Award – Best Documentary, 2012) e The Look of Silence (5 premi a Venezia 2014).
Tra le sue opera ricordiamo inoltre: The Entire History of the Louisiana Purchase (Gold Hugo, Chicago Film Festival, Telluride Film Festival, 1998), These Places We’ve Learned to Call Home (1996, Gold Spire, San Francisco Film Festival).

 

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