Film details
Original title:GEN
Direction:Gianluca Matarrese
Productor:Dominique Barneaud, Donatella Palermo, Alexandre Jordachescu
Production:Ala Bianca Group S.r.l.
Screenplay:Donatella Della Ratta, Gianluca Matarrese
Cinematography:Gianluca Matarrese
Editing:Giorgia Villa
Sound:Gianluca Matarrese
Mixing:Denis Séchaud
Seconda camera: Beniamino Barrese
Camera aggiunta: Mattia Colombo, Jacopo Loiodice
Suono aggiunto: Massimiliano Santillo
Grandig: Diego Diaz
Sound editing: Michelle Lunna Alexa
Original music: Cantautoma
Coproduzione: Bellota Films, Stemal Entertainment, Elefant Films
Synopsis
All’ospedale pubblico Niguarda di Milano, il dottor Maurizio Bini ha una missione non convenzionale: trasformare vite attraverso la fertilità e l’affermazione di genere. In qualità di responsabile di due reparti altamente sensibili, supervisiona i sogni e le lotte di aspiranti genitori che si sottopongono alla fecondazione assistita, oltre che i viaggi molto intimi di persone che riconciliano il proprio corpo con la propria identità di genere. Così facendo, si posiziona al centro di alcuni dei dibattiti più complessi e polarizzanti del nostro tempo. Operando in un ambiente politicamente carico, il dottor Bini deve affrontare i dilemmi etici e sociali inevitabilmente legati al suo lavoro e le pressioni sempre più forti provenienti da un mercato sanitario orientato alla mercificazione del corpo umano. Questi vincoli mettono in discussione non solo la sua filosofia professionale, ma anche i principi fondamentali della sanità pubblica come baluardo di equità e compassione. Il film offre un ritratto intimo del dottor Bini mentre si avvicina al termine della sua carriera. La sedia del suo ambulatorio funge da finestra simbolica su storie di cura e trasformazione. Attraverso la sua pratica, riflette sullo scopo della medicina: non solo curare il corpo, ma affermare la dignità e il valore di ogni individuo. Guidato dalla visione precisa ed evocativa del regista, il film trascende la semplice documentazione, evolvendosi in una profonda meditazione su ciò che la sanità pubblica dovrebbe aspirare ad essere. Diventa una lente attraverso la quale le persone vengono invitate a riflettere sul ruolo della empatia e del servizio in medicina, anche all’interno delle complessità di una nazione spesso considerata paradossale nel suo approccio al progresso sociale. In definitiva, la storia del dottor Maurizio Bini serve a ricordare l’importanza di un sistema sanitario pubblico che privilegi l’umanità rispetto al profitto e la resilienza rispetto alla rassegnazione.
Director's notes
Il film si svolge in un contesto politico e socio-culturale complesso, sia in Italia che in Europa, dove un’ondata conservatrice sta restringendo i diritti delle minoranze e delle donne. Un tema centrale è il dibattito sull’uso dei bloccanti della pubertà per minori nelle terapie di affermazione di genere, con i partiti conservatori che ne chiedono l’abolizione, limitando anche i diritti delle comunità LGBTQIA+. In ambito di procreazione assistita, diverse forze di governo in Europa propongono di riservare l’accesso solo alle coppie eterosessuali, escludendo persone trans dai servizi di salute riproduttiva. In Italia, dove una coalizione di destra è al potere, queste questioni sono particolarmente delicate. Ad esempio, una legge in discussione intende rendere la maternità surrogata un reato perseguibile anche se effettuata all’estero, considerandola un “crimine universale”. GEN_ si concentra su un ospedale pubblico italiano che fornisce assistenza gratuita per procreazione assistita e terapie di affermazione di genere. Attraverso le consultazioni nello studio del dottor Bini, che includono pazienti trans e coppie infertili, esploriamo le sfide di un medico e del suo team, costretti a mediare tra giudizio clinico e restrizioni legali sempre più stringenti. Devono anche fronteggiare la concorrenza dei privati, dove le normative sono più flessibili, per esempio nell’uso di donatori di sperma per coppie dello stesso sesso o nella somministrazione di bloccanti della pubertà. Sebbene questa situazione esemplifichi un paradosso italiano, il film affronta dilemmi etici, sociali e legali presenti non solo in Europa e nelle democrazie occidentali, ma anche a livello globale. Desideri umani come quello di avere un figlio o di affermare profondamente la propria identità di genere cambiando aspetto e nome legale sono universali. La negoziazione di questi desideri individuali all’interno di un quadro legale, tra sfide etiche e socio-culturali, è una lotta universale, anche se i dettagli della legge possono variare da un contesto all’altro. Il film si addentra in questi desideri universali e nelle difficoltà che le persone affrontano per realizzare i propri sogni. Esplora l’intersezione tra aspirazioni individuali e il paesaggio socio-politico spesso rigido e restrittivo, illuminando la determinazione di coloro che navigano queste acque complesse per realizzare i propri sogni e affermare la propria identità.