Support the festival
Make a donation

PerSo Film Festival is one of the projects created and followed by the Foundation La Città del Sole Onlus in collaboration with Associazione RealMente APS.
With a simple donation you can support the set of cultural, health and social-health activities that we carry out.

Support the PerSo Film Festival and the other projects!

Make a donation

Mercoledì 4 ottobre, Cinema Zenith, ore 19:00

Film details

Direction:Valerio Ciriaci

Production:Awen Films

Co-production: Casa Italiana Zerilli-Marimò at NYU

Productors: Isaak J. Liptzin, Curtis Caesar John, Andrea Fumagalli

Cinematography and production: Isaak J. Liptzin

Editing and production: Andrea Fumagalli

Original music: Francesco Venturi

Music production: Jake Lummus

Synopsis

Stati Uniti, 2020: nel mezzo della rivolta Black Lives Matter e dell’elezione presidenziale, scoppia la battaglia sui monumenti storici. Un conflitto culturale che travolge statue di Colombo, confederati e padri fondatori, e mette in discussione il racconto mitico americano. Esplorando un panorama memoriale in trasformazione, Stonebreakers interroga il rapporto tra storia e lotta politica in un’America che, mai come oggi, è chiamata fare i conti con il proprio passato.

Director's notes

Nel maggio 2020, quando l’onda delle proteste Black Lives Matter si è riversata per le
strade delle maggiori città americane, ero a New York e avevo da poco messo in pausa la
produzione di un documentario sul mito di Cristoforo Colombo e sulle controversie legate
alla celebrazione del Columbus Day. Con l’arrivo della pandemia il tema sembrava finito in
secondo piano, ma ho dovuto ricredermi subito, quando la prima statua di Colombo è stata
abbattuta nel mezzo delle proteste per l’uccisione di George Floyd. Nei mesi a seguire, le
azioni dei manifestanti hanno colpito anche altri monumenti, collegando simbolicamente
Colombo, confederati, padri fondatori e altri protagonisti del racconto storico nazionale.
Ho deciso in quel momento di allargare lo sguardo del film, di non fermarmi a Colombo e di
affrontare il nodo della memoria americana nella sua totalità. Così, a cominciare dall’estate,
ho attraversato gli Stati Uniti documentando proteste e rimozioni di statue e raccogliendo le
testimonianze di storici, artisti e attivisti in luoghi di memoria trasformatisi in luoghi di
conflitto. Mentre nel dibattito pubblico cresceva l’indignazione e la paura per una imminente
“cancellazione della storia”, mi rendevo conto che era vero il contrario: stavamo assistendo
a un’irruzione del passato nel presente, a un’opportunità senza precedenti di vagliare i miti
nazionali e di confrontarsi con le pagine più oscure della storia americana.
Nel saggio del 1940 “Sul concetto di storia”, Walter Benjamin scrisse “Non c’è un solo
documento di cultura che non sia anche documento di barbarie”. Nell’estate del 2020,
questa duplice natura del monumento si è rivelata con forza: la contestazione ha fermato il
tempo e frantumato l’aura di intoccabilità e magniloquenza che da sempre circonda i
monumenti. Si sono aperte crepe nella pietra, fessure attraverso le quali si intravede una
verità diversa: una storia americana fatta di brutalità e sfruttamento, ma anche di resistenza
all’oppressione e al potere dominante. Il recupero di queste eredità storiche ha catalizzato
l’attuale movimento di protesta e al contempo ne è diventato il mezzo per rivendicare un
cambiamento politico, qui e ora nel nostro presente. La rottura con la visione trionfalistica
del passato rappresenta quindi l’occasione per sovvertire lo status quo, “una chance
rivoluzionaria nella lotta per il passato oppresso”, come scriveva Benjamin.
Stonebreakers è sia la testimonianza di una stagione straordinaria che un contributo a un
dibattito pubblico sul ruolo della memoria e della public history. Fare i conti con il passato
non significa congelarlo dentro un monumento, ma affrontarlo, riaprirlo alla discussione e
continuare ad attualizzarlo. Mi auguro che questo film possa incoraggiare il suo pubblico a
condividere questa responsabilità e a immaginare monumenti che non rappresentano solo
eroi armati a cavallo che si impongono dall’alto di un piedistallo, ma che esprimano una
storia di cui siamo al tempo stesso spettatori, interlocutori e critici protagonisti.

Valerio Ciriaci

Valerio Ciriaci è un documentarista italiano che vive negli Stati Uniti. Nato a Roma, Valerio si laurea in Scienze delle Comunicazione all’Università “La Sapienza” nel 2011, con una tesi su Jean Rouch e l'etno-fiction. Nello stesso anno si trasferisce a New York per frequentare il corso di cinema documentario della New York Film Academy. Nel 2012 fonda la casa di produzione Awen Films, con la quale realizza documentari indipendenti, video editoriali e altre produzioni audiovisive. I suoi corti documentari, Melodico (2012), Treasure - The Story Of Marcus Hook (2013) e Iom Romì (2017) sono stati selezionati in numerosi film festival internazionali, tra cui Big Sky Documentary Film Festival, Hot Springs Documentary Film Festival, Bari International Film Festival e New York Jewish Film Festival presso il Lincoln Center. Nel 2015 realizza il suo primo lungometraggio, If Only I Were That Warrior, vincitore del premio Imperdibili al 56˚ Festival dei Popoli e del Globo d’Oro 2016 per il miglior documentario italiano. Nel 2019, al 60˚ Festival dei Popoli, presenta Mister Wonderland che riceve il premio “Il Cinemino” e verrà in seguito diffuso sulla RAI in Italia e su PBS negli Stati Uniti. Il suo ultimo lungometraggio, Stonebreakers, è risultato vincitore al Festival dei Popoli 2022 di una menzione speciale per il miglior documentario italiano, del premio del pubblico, e del premio Imperdibili, ed è stato presentato in anteprima USA all’Independent Film Festival Boston nell’Aprile del 2023.

Filmography

Melodico / 2012 / 13’
Treasure – The Story of Marcus Hook / 2013 / 20’
If Only I Were That Warrior / 2015 / 72’
Iom Romì (A Day in Rome) / 2017 / 30’
Mister Wonderland / 2019 / 53’
Stonebreakers / 2022 / 70’

Awards and Festivals
Anteprima mondiale alla 63a edizione del Festival dei Popoli di Firenze, Menzione Speciale, Premio MyMovies dalla parte del Pubblico per il Concorso Italiano e Premio distribuzione in sala ‘Imperdibili

Valerio Ciriaci