Scheda tecnica
Regia:Bipuljit Basu
Produttore:Nilotpal Majumdar, John Webster, Uldis Cekulis
Produzione:Touch Narrative, Bindubot Communication (India); JW Documentaries (Finlandia); VFS Films (Lettonia)
Produttori esecutivi:Emma Hindley, Somnath Ghosh
Fotografia:Subhadeep Dey, Mrinmoy Mondal, Rupesh Chaturbedi
Montaggio:Anirban Maity
Anteprima italiana: Anteprima italiana
Scritto e diretto : Bipuljit Basu
Musiche: Pessi Levanto
Sound design: Edvards Broders
Sinossi
Redlight to Limelight segue un gruppo di bambini che, insieme alle proprie madri e sorelle, intrecciano storie attraverso CAM ON, la loro unità di produzione video, con l’obiettivo di portare un cambiamento significativo in una comunità di sex worker del quartiere a luci rosse di Kalighat, a Kolkata. Mettendo da parte i fantasmi della loro realtà più dura e di chi erano un tempo, donne e bambini si immergono nella gioia della narrazione, animati dal desiderio di trasformare il bordello in un luogo migliore. Costruito attorno alle esperienze di queste madri e figlie, il collettivo CAM ON si mette al lavoro su un nuovo cortometraggio di finzione, Nupur, sospeso tra memoria e realtà, che le conduce fino a una proiezione pubblica catartica, presentata a tutta la comunità. Con la gioia e la forza della narrazione, queste voci piene d’arte trasformano il loro mondo difficile in uno spazio liberatorio di autoaffermazione.
Note di regia
Se non avessi incontrato questa comunità emarginata del bordello, forse non sarei mai diventato un regista. Sono loro che mi hanno formato, che hanno risvegliato le mie emozioni e mi hanno aiutato a crescere. Il mio primo lungometraggio, Redlight to Limelight, è nato grazie a loro: è stata la fiducia nella loro intelligenza collettiva a rendere possibile questo film. Nel 2016 un incidente ha cambiato la mia vita: un colpo al cranio mi ha lasciato una perdita parziale dell’udito, danni ai nervi e problemi di mobilità, facendomi perdere fiducia in me stesso. Nel 2020 stavo lavorando a un film sulle sex worker, quando ho incontrato CAM ON, un collettivo cinematografico gestito dalle sex worker e dai loro figli a Kalighat, Calcutta. Realizzano film per il puro piacere di farlo, senza ricevere alcun riconoscimento. Immerso nel loro mondo, ho visto come la partecipazione sociale e l’equità plasmino lo spirito del fare cinema. Per quattro anni e mezzo ho vissuto insieme a loro, testimone della loro angoscia, della loro gioia e della loro spinta creativa. Nel comprendere le loro fragilità, loro hanno percepito le mie, aprendomi le loro verità più profonde. In questo modo restiamo legati attraverso il processo creativo, ed è così che è nato il film.