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da definire

Scheda tecnica

Titolo originale:Un solco nella terra

Regia:Giacomo Della Rocca

Produzione:Libera - Associazioni, Nomi e Numeri contro le Mafie, Dromo Studio

Sceneggiatura:Giacomo Della Rocca

Fotografia:Marco Del Buono, Emilio Seri

Montaggio:Stefano Domenichetti Carlini

Suono:Michele Mandrelli

Mixing:Michele Mandrelli

Soggetto : Giacomo Della Rocca

Suono in presa diretta: Francesco Agnello, Michele Mandrelli

Musica: Michele Mandrelli

Color grading: Francesco Agnello

Footage Terra dei Fuochi: Pino Ciociola

Effetti e animazione 3D: Matteo Margutti

Responsabile del progetto: Francesca Rispoli

Concept: Stanislao Cantono di Ceva

Direzione artistica per Libera: Giovanni Piperno, Flavia Montini

Sostenuto da: Rai Teche, AAMOD - Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico

Sinossi

Il commissario di polizia Roberto Mancini ha vissuto molte vite: dalle lotte politiche negli anni del liceo a fine anni ’70, all’ingresso in polizia, fino all’incontro con la terra dei fuochi e al successivo scontro con il linfoma.

Il film si muove su due piani: quello del ricordo, dello stesso Mancini, che attraverso il materiale d’archivio ci porta direttamente nel suo mondo, costituito da profondi ideali e intima umanità familiare, e quello del racconto nel presente di chi l’ha conosciuto.

Ogni azione della vita del commissario si muove nella profonda convinzione che il mondo ha la possibilità di cambiare, e che l’onestà e la solidarietà possano davvero prevalere sull’ignoranza e la violenza.

Il solco che ha lasciato Roberto Mancini ha veramente una forza rivoluzionaria, lo si vede nella forza delle sue inchieste, ma soprattutto negli occhi delle persone.

Note di regia

Il videoracconto è stato pensato come un viaggio frammentato in due tempi sovrapposti: quello del presente, costituito dalle persone che hanno conosciuto Roberto e che possono raccontarcelo, e quello del passato, attraverso una soggettiva dello stesso commissario durante uno dei tanti esami diagnostici che deve aver affrontato nella malattia.

Proprio in questo passaggio il tempo del nostro protagonista si dilata e si contrae, ponendosi come legante tra la terra, oggetto dell’indagine, il corpo e i pensieri dello stesso. In un processo che si protrae, infine, verso il futuro e tutto ciò che rimane.

Questa sequenza è stata in parte girata ad hoc, in parte costituita da materiale d’archivio del protagonista e della sua famiglia, in un montaggio tipico della forma del ricordo, come nei diari di Jonas Mekas, in cui il tempo non è del tutto lineare.

Le parti del presente, cioè del racconto su Roberto, sono rese in gran parte attraverso l’uso dell’intervista indiretta, utilizzando voce off e focus su oggetti e azioni, soffermandoci solo in alcuni momenti sugli sguardi degli intervistati.

Giacomo Della Rocca

Giacomo Della Rocca scrive, dirige e produce documentari, cortometraggi e spot dal 2009. Nei suoi lavori integra spesso tematiche legate ai suoi studi di Fisica e Architettura. Dopo il corso di regia diretto da Marco Bellocchio nel 2011, ha proseguito la formazione con numerosi registi europei e italiani, tra cui Miguel Gomes, Jonas Carpignano, Susanna Nicchiarelli e Giovanni Piperno. Nel 2015, insieme a Marco Del Buono, ha fondato Dromo Studio, casa di produzione indipendente composta da un collettivo di artisti e professionisti dell'audiovisivo. Nel 2016 è stato selezionato dalla Biennale College Teatro di Venezia per un workshop con la regista Christiane Jatahy, portando avanti uno studio su Cassavetes e Carver. Nel 2017 ha diretto il film Corsa a termine, presentato al Clermont-Ferrand ISFF. È stato finalista alla XIII edizione del Premio Sonego (2020) e al Premio Cesare Zavattini (2021). Nel 2023 ha diretto il cortometraggio Mentre il verde cresceva, realizzato in collaborazione con Home Movies e distribuito da Prem1ere Film; nello stesso anno, insieme ad altri nove registi, ha contribuito al progetto Extralibera sui racconti delle vittime di mafia, realizzando il documentario Un solco nella terra - Storia del commissario Roberto Mancini. Nel 2025 ha lavorato come aiuto regista al documentario Il figlio più bello, diretto da Giovanni Piperno e Stefano Rulli e prodotto da Bibi Film, presentato agli Special Screenings della 20ª Festa del Cinema di Roma. Sempre nel 2025, da una sceneggiatura scritta con Emilio Seri, ha diretto il cortometraggio Bolero, in distribuzione in Italia con AssoCiak.

Filmografia

Corsa a termine (2017).

Mentre il verde cresceva (2023).

Un solco nella terra – Storia del commissario Roberto Mancini (2024).

Bolero (2025).