Scheda tecnica
Titolo originale:Bambine Mie
Regia:Letizia Zatti
Produzione:Centro Sperimentale di Cinematografia
Fotografia:Marlene Bialas
Montaggio:Francesca Livi
Montaggio del suono: Antonio Stella, Letizia Zago
Suono in presa diretta : Andrea Basili
Musica: Raffaele Petrucci
Cast: Giulia Chiari, Sara Bragaglia, Davide Donà, Gabriella Pacini, Ivana Arena, Elsa Viora
Sinossi
Tre donne raccontano dal loro punto di vista la violenza ostetrica. Nel frattempo, Sara si prepara al parto.
Note di regia
«Togliti i pantaloni e siediti sul lettino, poi divarica le gambe e mettile qui sui poggiagambe… esatto, in questa posizione che vi piace tanto.» Queste parole, pronunciate dalla ginecologa alla mia prima visita, mi hanno risuonato in testa per settimane, lasciando spazio a un vortice di domande. Bambine mie nasce proprio da quel rumore interiore, dal bisogno di capire e di dare voce a un tema. La violenza ostetrica affonda le sue radici in una cultura che, per secoli, ha cercato di controllare e addomesticare il potere ancestrale della donna di generare vita. Un potere considerato forse troppo libero, troppo misterioso, troppo potente. La volontà di non cadere nella spettacolarizzazione del dolore né nella denuncia fine a sé stessa ci ha guidati verso la costruzione di un racconto intimo e delicato, fondato sulla giustapposizione di tre punti di vista. Il documentario si articola in tre capitoli — tesi, antitesi e sintesi — collegati da un fil rouge che introduce un quarto e ultimo sguardo: quello del neonato. Bambine mie cerca di mostrare le contraddizioni interne a questo tema, restituendo l’essenza delle persone attraverso i luoghi in cui vengono riprese. Pone delle domande precise, lasciando però allo spettatore la libertà di darsi le risposte. — Letizia Zatti