Scheda tecnica
Titolo internazionale:The Living Room
Regia:Micol De Angelis
Fotografia:Lorenzo Lattanzi
Montaggio:Elisabetta Giannini
Con: Fadila Adzovic, Klinto Husovic, Santiago Spartaco Husovic, Gabriel Husovic, Riccardo Adzovic, Tiffany Aurora Adzovic
Idea di : Micol De Angelis, Nedzad Husovic
Soggetto e sceneggiarura: Micol De Angelis, Elisabetta Giannini
Riprese di Roma : Micol De Angelis
Suono in presa diretta: Nedzad Husovic
Sound editor: Dario Lanzellotti
Foley artist: Sara Siniscalco
Color correction: Marco Valerio Caminiti
Sinossi
Fadila e Brando vivono con i figli in un container del campo rom di Salone, alla periferia di Roma. Brando, padre e marito, è imprigionato in un ruolo che lo schiaccia: vorrebbe proteggere e guidare la sua famiglia, ma il contesto in cui vive lo immobilizza. Fadila si prende cura dei figli, e cerca di preservare la possibilità di credere in un futuro diverso.
Note di regia
Il Salotto non è un documentario sui rom, ma su una famiglia che vive ai margini. È un racconto che cerca di restituire un immaginario diverso a chi viene spesso ridotto a stereotipi e pregiudizi.
Abbiamo scelto di girare interamente attorno alla casa di Fadila e Brando, tra il container e il piccolo giardino. Nessuna panoramica sul campo, nessun distacco dal racconto intimo e familiare.
Il cuore del film è il rapporto tra Fadila e Brando, due modi diversi di affrontare la stessa realtà. Brando si sente inadeguato, bloccato nel suo ruolo di padre, schiacciato da un contesto che lo svuota. Fadila, invece, non si ferma e non rinuncia all’idea di un futuro diverso: con tenacia e senso pratico, trasforma i piccoli gesti quotidiani in atti di resistenza e speranza.
Il tono è leggero. C’è spazio per l’ironia, le battute, la tenerezza.
Una scena centrale è l’intervista incrociata tra Fadila e suo figlio: si raccontano, si prendono in giro, sognano insieme. È un momento che rivela con autenticità il loro legame madre-figlio.
Solo nel finale, quando Fadila esce col carrello e attraversa il campo, il film svela la geografia reale del luogo. E ciò che sembrava una storia personale si allarga, rivelando la dimensione collettiva di una condizione più ampia.