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Dal 30 Settembre al 3 Ottobre
Varie location

Carlo Cresto-Dina

Al centro del processo creativo che genera un racconto per immagini in movimento, film o serie tv, c’è una figura poco conosciuta: il produttore.
I processi che il produttore gestisce sono creativi ma anche collettivi, quindi necessariamente complessi.
A partire da queste quattro parole, «processo», «creativo», «collettivo», «complesso», il ragionamento si allarga immediatamente e diventa rilevante ben oltre il cinema o la tv, perché tutte le forme creative contemporanee hanno bisogno del talento dei «produttori», figure capaci di far accadere le cose, di presiedere all’unità degli intenti senza mai perdere di vista, nel pieno dello sforzo collettivo, il fine comune. Cosí questa appassionata descrizione di un mestiere diventa teoria del creare insieme e ribalta lo spirito dominante del nostro tempo che ci spinge a cercare il leader, seguirlo, pensando che in una persona si riassuma il significato di un movimento, il valore di un’impresa, l’identità di una nazione.

Latina Littoria: una città

Di Gianfranco Pannone,Italia, Francia, Svezia, 2001, 74 min.
Mercoledì 30 Settembre, Cinema Meliés, ore 16:00
Ospite il regista in videocollegamento

Littoria fu fondata da Mussolini nel 1932 come città modello del regime, sorta dal nulla sulle paludi pontine bonificate, un centinaio di chilometri a sud di Roma. Con la caduta del fascismo la città cambiò nome in Latina, quasi a voler cancellare l’imbarazzo di quelle origini. Tornando nella città in cui è cresciuto, Gianfranco Pannone ne racconta la quotidianità amministrativa attraverso il travagliato percorso di approvazione di un nuovo piano regolatore, pensato per arginare la speculazione edilizia. Al centro del racconto, due figure agli antipodi ideologici ma accomunate dalle circostanze: l’anziano sindaco Ajmone Finestra, reduce della Repubblica di Salò, e uno scrittore ex fascista convertito al marxismo-leninismo, pronto a fare i conti con il proprio passato. Intorno a loro, le voci di una giovane amministratrice di sinistra impegnata contro la speculazione edilizia e di altri abitanti, per un ritratto corale della città e della sua comunità.

 

L’Esplosione

Di Giovanni Piperno,Italia, 2003, 75 min.
Venerdì 2 Ottobre, Cinema PostModernissimo, ore 17:00
Ospite il regista

Danilo Coppe è un uomo d’azione: è il massimo esperto di demolizioni con dinamite in Italia. Un giorno gli viene proposto l’abbattimento di otto palazzoni costruiti in riva al mare: si tratta delle cosiddette “torri del Villaggio Coppola”, il simbolo di uno dei peggiori ecomostri d’Europa, costruito in gran parte su terreni del demanio statale, dagli anni Sessanta ai Novanta, in spregio a qualsiasi tutela del paesaggio. Una storia infinita di procedimenti penali, di distruzione del territorio e di sospette complicità politiche. E così, per la prima volta nella sua carriera, Danilo Coppe si arena, invischiato in un meccanismo complicato e oscuro…

Chiusura

Di Alessandro Rossetto,Italia, Francia, Germania, Finlandia, 2001, 75 min.
Sabato 3 Ottobre, Cinema PostModernissimo, ore 17:00
Ospite il regista e il produttore Carlo Cresto-Dina

Con Chiusura, Alessandro Rossetto continua la sua ricerca cinematografica e ritorna nella sua città d’origine, Padova, nel nord est italiano, per raccontare la chiusura del vecchio negozio della parrucchiera Flavia, nella periferia Sud della città. Il film racconta il piccolo/grande mondo del quartiere che circonda il negozio di Flavia, che lascia il suo lavoro dopo 45 anni. Il negozio, un piccolo circo itinerante, una squadra di calcio femminile: nell’intreccio fra gli ultimi giorni dell’attività di Flavia e il quartiere circostante si fonda la delicata narrazione di Chiusura. Narrazione che ha l’andamento libero e imprevedibile della vita reale e ci accompagna nella quotidianità profonda ed inedita dei personaggi e dei luoghi.

 

Chi non rischia non beve champagne

Di Enrica Colusso,Italia, 2002, 90 min.
Venerdì 2 Ottobre, Cinema PostModernissimo, ore 18:30
In collegamento Gianfranco Pannone

Storie di giovani donne che lasciano o sognano di lasciare l’Ucraina per cercare fortuna in Occidente. Qualcuna cerca un marito, altre credono alla promessa di un lavoro serio, altre ancora sono disposte a tutto perché, come recita un vecchio proverbio russo: “chi non rischia non beve champagne”. Ma il sogno dell’Occidente il più delle volte si trasforma in un incubo.

Corpo celeste

Di Alice Rohrwacher,Italia, Svizzera, Francia, 2011, 98 min.
Sabato 3 Ottobre, cinema PostModernissimo, ore 21.00
Ospite la regista