Scheda tecnica
Regia:Sara Khaki e Mohammadreza Eyni
Produzione:Mohammadreza Eyni, Sara Khaki
Produttori esecutivi:Meadow Fund, Rebecca Lichtenfeld (per la Fondazione InMaat), Judith Helfand, Julie Parker Benello, Sheila Nevins
Fotografia:Mohammadreza Eyni
Montaggio:Sara Khaki, Mohammadreza Eyni
Casa di produzione: Gandom Films Production LLC
Musiche: Karim Sebastian Elias
Sinossi
Prima donna eletta nel consiglio comunale del suo villaggio, profondamente conservatore, nell’Iran nord-occidentale, Sara Shahverdi — divorziata, ex ostetrica e appassionata motociclista — si distingue per la sua determinazione a migliorare la vita della comunità, dopo anni di promesse mancate da parte degli amministratori locali. È soprattutto come sostenitrice delle ragazze e delle donne del villaggio che Sara incontra la resistenza più dura: insegna alle adolescenti a guidare la moto e si batte per porre fine ai matrimoni infantili, sfidando tradizioni patriarcali radicate da generazioni. Quando alcune accuse mettono in discussione le sue reali intenzioni, Sara dovrà attingere a tutto il proprio carisma per difendere i propri principi e la propria identità.
Note di regia
Sara Khaki racconta di essere stata attratta fin da giovane dalle arti visive, e di aver trovato in Cutting Through Rocks la storia che sentiva di dover raccontare: quella di una donna che sfida le probabilità in una comunità sottorappresentata, tema che risuona con il suo percorso personale di ritorno in Iran dopo diciassette anni di assenza. Al centro del film, dice, c’è l’ingiustizia di genere, raccontata come esperienza insieme personale e universale, e la volontà di mettere in luce lo straordinario dentro l’apparente ordinario.
Mohammadreza Eyni, co-regista e direttore della fotografia, descrive il proprio lavoro come un esercizio di ascolto e osservazione prima ancora che di ripresa: l’obiettivo è restituire visivamente il percorso emotivo di ogni personaggio, come nella scena in cui Zahra viene ripresa in silenzio dietro una tenda di pizzo, immagine che per il regista rappresenta la fine della sua giovinezza. Eyni, madrelingua turco azero come gli abitanti del villaggio, sottolinea il desiderio di raccontare storie della propria cultura spesso trascurate dai media.
I due registi raccontano inoltre come l’accesso alla comunità sia stato possibile solo grazie alla loro collaborazione: Eyni, in quanto uomo del luogo e madrelingua, e Khaki, in quanto donna, hanno potuto insieme guadagnare la fiducia sia degli uomini che delle donne del villaggio, in un processo costruito nel corso di diversi anni di permanenza sul posto.